Studio Ronzulli

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Il paziente implantologico

L'edentulia interessa oltre 200 milioni di persone in tutto il mondo. Anche in Italia il problema esiste e non solo tra le persone più anziane : secondo l'OMS alle persone tra i 35 e i 44 anni mancano in media 1,5 denti a testa, a quelle tra i 45 e i 65 anni ben 13,4 e agli over 65 addirittura 18,8 per un totale di 18% di persone senza uno o più denti.

L'implantologia nasce negli anni 90 per i cosiddetti "casi limite":

  • persone che nel tempo, per carie o eventi vari , hanno perso tutti o quasi tutti i denti;
  • pazienti che hanno superato e vinto malattie tumorali e che hanno perso denti a seguito delle
  • chemioterapie (hanno fiducia nella classe medica - atteggiamento di positività verso la vita);
  • pazienti diabetici, cardiopatici, in terapia con anticoagulanti e con difosfonati, in quanto riduce sia il rischio di emorragia post-operatoria che di infezioni a livello osseo.

Ma, in realtà il problema investe un gran numero di persone.

Nata per i cosiddetti "casi limite", ovvero per i pazienti con carenze di osso, ma anche per soggetti diabetici, ex pazienti oncologici, l'implantologia a carico immediato permette a queste persone di recuperare non solo il sorriso ma anche stili di vita adeguati. Ritrovare un sorriso naturale, senza traumi e in tempi rapidi è il nuovo traguardo raggiunto dall'implantologia e dedicato non solo a queste importanti categorie di pazienti, ma anche a quelle persone cui il normale decorso dell'età, fattori fisiologici o incidenti, cure odontoiatriche errate rendono difficile esibire con naturalezza il proprio sorriso.

Quali sono i pazienti che possono affrontare l'intervento di Implantologia? E a chi è invece sconsigliato?

Praticamente tutti i pazienti possono affrontare l'intervento, sta al vostro odontoiatra mettere in luce eventuali controindicazioni per lo più di carattere locale. Le controindicazioni mediche assolute al posizionamento degli impianti sono molto rare. Il rischio di con un impianto osteointegrato è molto scarso e sicuramente minore che con un dente devitalizzato. Il limite tra controindicazioni relative ed assolute non è netto e comprende l'analisi di diversi parametri. Pazienti con diabete compensato o con anemia o altre problematiche sistemiche possono essere curati da un team chirurgico ben addestrato che deve attenersi rigorosamente al protocollo chirurgico e alle norme di asepsi. Il consumo di tabacco aumenta il rischio di insuccesso del 10% circa e costituisce una controindicazione a trattamenti più complessi quali gli innesti ossei, ma non è controindicazione assoluta all'inserimento normale di impianti.